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6.
Kahlil Gibran
Il Giardino
del Profeta
Séguito
incompiuto de Il Profeta, capolavoro
riconosciuto di Gibran, Il Giardino
del Profeta fu pubblicato postumo
nel 1932 da Barbara Young, amica fedele
ed esecutrice letteraria del poeta.
Gibran vi lavorò fino al giorno
precedente la sua morte, avvenuta a
New York il 10 aprile 1931. Secondo
la testimonianza della Young, la trilogia
di Almustafà avrebbe dovuto concludersi
con La morte del Profeta, del
cui progetto Gibran parlava spesso.
Se Il Profeta tratta del rapporto
tra l’uomo e l’uomo, e La
morte del Profeta avrebbe dovuto
essere incentrata sul rapporto tra l’uomo
e Dio, Il Giardino del Profeta
ha come argomento il rapporto tra l’uomo
e la natura, ed esprime in particolare
il desiderio che Gibran aveva di dissolversi
e congiungersi in essa. Almustafà,
l’eletto e l’amato, in cui
Gibran adombra se stesso, compie alfine
il vagheggiato ritorno alla sua terra
natale (il Libano) dopo dodici anni
di esilio nella città di Orfalese
(New York). E come alla partenza, esaudendo
le richieste del popolo, aveva pronunciato
i suoi sermoni sugli aspetti principali
della vita dell’uomo, così
all’arrivo in patria si rivolge
alla sua gente e ai nove autoelettisi
suoi discepoli: nel medesimo ruolo di
chirurgo d’anime e con lo stesso
tono del dispensiere di saggezza sociale,
Almustafà-Gibran sermona ancora
sulla vita e sul desiderio, sull’amor
di patria e la bruttezza, sulle cose
inanimate e sul tempo, su Dio e sull’esistenza.
Come già nel Profeta,
anche qui la sua dottrina, formalmente
strutturata sul Vecchio Testamento e
sul Corano (strette anche le sue parentele
con lo Zarathustra di Nietzsche), ne
è sostanzialmente agli antipodi,
riflettendo una visione mistica e panteistica
della vita e della morte.
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6.
Kahlil
Gibran
Il Giardino
del Profeta
trad. di Nicola Crocetti,
con sette disegni e un autografo dell’autore
pp. 72, € 11,36
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Notizie
sull’autore:
Gibran
Kahlil Gibran naque nel 1883 nel Libano.
Poeta, pittore, filosofo, emigrò
bambino con la madre in America, ma
a quattordici anni tornò a completare
i suoi studi in un collegio maronita
a Beirut. Viaggiò in Europa e
visse a Parigi prima di trasferirsi
definitivamente, nel 1912, a New York.
Qui pubblicò, in inglese, le
sue opere principali: The Madman
(1918), The Forerunner (1920),
Il Profeta (1923), Sabbia
e onda (1926), Jesus the Son
of Man (1928), The Earth Gods
(1931), The Wanderer (1932).
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| 7.
Rainer Maria Rilke
Poesie
francesi
Le
Poesie francesi di Rainer Maria
Rilke segnano, assieme alle Elegie
duinesi e ai Sonetti a Orfeo,
il vertice della produzione lirica del
poeta austriaco. Composte in francese
nell’ultima parte della sua vita,
segnata dalle orribili sofferenze della
malattia, queste liriche pervase potentemente
da quella che Gide ha chiamato
una “nuova gioia”, costituiscono
un estremo inno alla vita, l’ultimo
tentativo di trasformare il poeta in
strumento di trasfigurazione poetica
del mondo, che si realizza attraverso
l’uso di una lingua straniera.
Accanto alla vita, anche la morte compare
come protagonista di queste liriche:
vita e morte anzi racchiudono il cerchio
arcano dell’esistenza, e ricompongono
in unità le varie esperienze
vissute dal poeta. Come osserva il curatore
di questa edizione (l’unica in
commercio), Roberto Carifi: “Per
dire questa prossimità all’indicibile
occorreva davvero la lingua della morte
e dell’infanzia, la lingua di
un’altra patria nella
cui estraneità forse risuona,
prossima e distante, la lingua sempre
tentata da Rilke: quella dell’Angelo
in cui la metamorfosi del visibile in
invisibile si è già compiuta”.
Le rose
XXII
Rosa, anche tu affiori
dalla terra dei morti,
nel giorno d’oro porti
la perfetta gioia.
Lo chiedono coloro
il cui cranio svuotato
non ne seppe mai tanto?
(testo originale a fronte)
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7.
Rainer Maria Rilke
Poesie
francesi
a cura di Roberto Carifi
pp. 186, € 16,53
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Notizie
sull’autore:
Rainer
Maria Rilke nacque a Praga il 4 dicembre
1875, e morì a Valmont (Montreux,
Svizzera) il 29 dicembre 1926. Per ammissione
dello stesso poeta, gli anni dell’infanzia
e dell’adolescenza – fondamentali
per la sua formazione umana e poetica
– non furono anni felici. I genitori
si separarono presto: il padre, ex militare
e funzionario di una compagnia ferroviaria,
la madre, fustrata nelle sue ambizioni
mondane e culturali dal modesto livello
del ménage familiare.
Rainer sarebbe dovuto diventare quell’ufficiale
di successo dell’esercito dell’impero
che il padre non era riuscito a essere
e fu inviato a undici anni (1886) all’accademia
militare di Sankt-Pölten presso
Vienna, dove trascorse quattro anni,
che ricordò sempre con avversione,
come un periodo di brutalità
e intimo isolamento. Allontanatosi nel
1891, dopo due anni di studi commerciali
a Linz, tornò a Praga deciso
a concludere i suoi studi liceali. Incoraggiato
dalla madre, coltivò la sua vocazione
letteraria, della quale aveva una forte
consapevolezza. Di Rilke Crocetti
Editore ha pubblicato, oltre al presente
volume: Elegie duinesi (1999,
in questa collana, Lèkythos 25)
e Le più belle poesie
(1996, collana Omicron 11). |
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| 8.
Paul
Valéry
Charmes
Libro
scritto senza precauzioni preventive
ma tutto in avanti, Charmes
nasce nella e con la duplicità
di quell’atto simbolizzante che
per Valéry sta nella poesia.
È per questo che in una lettera
dell’agosto del ’22 (il
libro esce in giugno) confessa a Gide
di sentirsi fortemente irritato perché
non sa come materialmente siano nati
i versi di Charmes, quei versi
che, aggiungiamo noi, devono materialmente
tentare di attraversare, senza naufragio,
il caos dell’esistente portandovi
le certezze (ora in crisi) d’un
simbolo dell’innocenza, della
purezza, della totalità, che
risiede storicamente nell’ordine
mentale e psichico del poeta.
(dall’introduzione
di Luigi Tassoni)
La
dormiente
A
Lucien Fabre
Quali segreti brucia nel cuore la mia
giovane amica,
Anima dalla dolce maschera, che aspira
un fiore?
Di quali vani alimenti il suo naturale
calore
Fa l’irraggiarsi d’una donna
dormiente?
Soffio, sogni, silenzio, invincibile
pausa,
Tu trionfi, o pace più potente
d’un pianto,
Quando l’onda grave del pieno
sonno e l’ampiezza
Cospirano sul seno d’una tale
nemica.
Dormiente, mucchio dorato d’ombre
e d’abbandoni,
Il tuo spaventoso riposo è carico
di tali doni,
O languorosa cerva lunga vicino a un
grappolo,
Che malgrado l’anima assente,
agli inferi occupata,
La tua forma del ventre puro che un
braccio fluido ti vela,
Veglia; la tua forma veglia, e gli occhi
miei sono aperti.
(testo originale a fronte)
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8.
Paul
Valéry
Charmes
introd. e trad. di Luigi Tassoni, con
uno scritto di André Gide
pp. 136, € 16,01
ESAURITO
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Notizie
sull’autore:
Paul
Valéry (Sète 1871 - Parigi
1945), poeta e saggista francese, nel
1925 fu eletto all’Académie
Française e dal 1937 tenne vari
corsi al Collège de France.
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| 9.
Emily Dickinson
Geometrie
dell’estasi. Bollettini dall’Immortalità
Tutta
la poesia di Emily Dickinson è
poesia di ansia metafisica che si esprime
in simboli concreti (...) Si tratta
di un universo atipicamente “geometrico”.
Dalla sua “stanza occidentale”
– stanza domestica e cosmica –
e col supporto di un potenziale visivo
del tutto particolare (che è
l’equivalente della vista interna
dei mistici), Emily getta il suo sguardo
acuminato sul bordo ricurvo e cangiante
della Circonferenza, rimanendo lei sempre,
saldamente, al Centro. Le sue visioni,
per necessità di Poesia, si traducono
in dardi lampeggianti, di una sonorità
forte e densa, “terribile”
(“awful”): e sono per l’appunto
i raggi che congiungono in un sistema
di perfette corrispondenze soggetto
contemplante e oggetto contemplato.
(dall’introduzione
di Silvio Raffo)
816
Soffio
di Morte è per alcuni soffio
di Vita –
per chi fino alla morte non è
mai stato vivo,
chi finché è stato in
vita è stato come morto –
e solo col morire iniziò la sua
Vita.
(testo
originale a fronte)
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9.
Emily
Dickinson
Geometrie
dell’estasi
a cura di Silvio Raffo
pp. 186, € 12,91
ESAURITO
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Notizie
sull’autore:
Emily
Elizabeth Dickinson (Amherst, Massachusetts,
1830-1886), trascorse tutta la vita
nella casa paterna, confinandosi, negli
ultimi anni, nella propria stanza, in
un isolamento volontario, a un tempo
eversivo e difensivo della sua ininterrotta
sperimentazione poetica. Della poetessa
statunitense Crocetti Editore ha pubblicato,
oltre al presente volume (1988): Le
più belle poesie (1993,
1997, collana Omicron 3) e Buongiorno,
notte (2001, in questa collana,
Lèkythos 31).
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| 10.
Antonio
Machado
Solitudini
“L’artista
non copia la natura, ma liba in essa.
Chiamo natura tutto ciò che non
è arte, e includo in essa il
cuore dell’uomo”. Mi sembrano,
queste parole di Machado, la migliore
introduzione alla sua poesia, poiché
vi appare, con l’immagine cara
al poeta dell’ape che rapisce
e rende in cera e miele l’essenza
della vita e lo stesso dolore, la disposizione
machadiana ad appropriarsi tutto dell’esistenza,
il bene e più ancora il male,
e a farne la materia inesauribile del
suo lirico meditare. È, quello
di Machado, un alto esempio di poesia
che coincide con la vita.
(dall’introduzione
di Francesco Tentori Montalto)
Mentre la neve si struggeva,
i monti
Mentre
la neve si struggeva, i monti
si son fatti lontani.
E verde la campagna
che al sole dell’aprile
corre una verde fiamma,
la vita, che non pesa;
e pensa l’anima ad una farfalla,
atlante che sorregga il mondo, e sogna.
Con il susino in fiore e i campi verdi,
con l’azzurrino fumo della riva
intorno ai rami, con
il primo biancheggiare dei roveti,
a questo dolce soffio
che trionfa della morte e della pietra,
l’amaro che mi soffoca si scioglie
in speranza di lei...
(testo
originale a fronte)
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10.
Antonio
Machado
Solitudini
a cura di Francesco Tentori Montalto
pp. 148, € 16,01
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Notizie
sull’autore:
Antonio
Machado nacque a Siviglia nel 1875 e
morì a Collioure, in Francia,
nel 1939). Trascorse la giovinezza a
Madrid; visse per alcuni anni a Parigi,
dove conobbe J. Moréas e O. Wilde
e dove, in età matura, studiò
la filosofia di Bergson, Husserl e Heidegger.
Collaborò con varie riviste,
tra cui “Helios” di J.R.
Jiménez. Nel 1907 ottenne una
cattedra di lingua francese a Soria,
in Castglia, dove si sposò nel
1909 e, dopo soli tre anni, perse la
giovane moglie, Leonor. Nel 1931 si
trasferì a Madrid e assieme al
fratello Manuel iniziò a comporre
commedie in versi intrise di spirito
pre-esistenzialista. Durante la guerra
civile spagnola si schierò con
le forze repubblicane e, combattente
per la libertà, il 22 febbraio
del 1939 muorì, gravemente malato,
a poca distanza dalla frontiera. Ha
pubblicato, tra l’altro: Solitudini
(Soledades, 1903), poi arricchita in
Solitudini, gallerie e altre poesie
(Soledades, galería y otros poemas,
1907), Campi di Castiglia (Campos
de Castilla, 1912), Nuove canzoni
(Nuevas canciones, 1917-1930). Oltre
al presente volume (1989), Crocetti
Editore ha pubblicato anche Le più
belle poesie (1994, 1997, nella
collana Omicron 5).
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CROCETTI EDITORE
S.r.l.
Via E. Falck, 53 - 20151 Milano
tel. +39 02 3538277
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