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46.
Titos Patrikios
La resistenza
dei fatti
Nato ad Atene nel 1928 da una famiglia
di artisti e passato attraverso la resistenza
antitedesca (1943-45), la guerra civile
greca (1945-49) e il confino nelle isole
di Makrònissos e Aghios Efstratios
(1951-54) che condivise con altri intellettuali
e poeti comunisti (tra di essi in
primis Ghiannis Ritsos, vero scopritore
del suo talento lirico), Patrikios ha
sempre concepito la sua poesia anzitutto
come testimonianza, come rimedio all’oblio,
come inesausta esortazione al ricordo
dei compagni uccisi, della barbarie
vissuta e mai del tutto debellata, del
dolore che non solo lui [...] ma tutta
una generazione, un popolo, un mondo
hanno patito...
(dall’introduzione
di Filippomaria Pontani)
I leoni erano scomparsi da tempo
non se ne trovava uno in tutta la Grecia
o forse uno soltanto, braccato
si era nascosto da qualche parte nel
Peloponneso,
non minacciava piú nessuno
finché Eracle uccise anche quello.
Tuttavia il ricordo dei leoni
non smise mai di incutere timore:
spaventava la loro immagine
sugli scudi e gli stemmi,
spaventava il loro emblema
sui monumenti delle battaglie,
spaventava il loro bassorilievo
sull’architrave di pietra della
porta.
Spaventa sempre il nostro grave passato,
spaventa il racconto degli eventi
nella scritta incisa sull’architrave
della porta che attraversiamo tutti
i giorni.
NOVITÀ
– disponibile in libreria a fine
Ottobre, ordinabile al momento solo
presso
la Casa Editrice
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46.
Titos Patrikios
La resistenza
dei fatti
a cura di Nicola Crocetti
pp. 192, € 18,00
ottobre 2007
ISBN 88-8306-105-5
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Notizie
sull’autore:
Poesie
di Patrikios sono state pubblicate in
tutti i Paesi europei e in Messico,
Cile, Brasile e Egitto. Due sue raccolte
sono state tradotte in Francia, una
in Germania e un’antologia dei
suoi versi è uscita negli Stati
Uniti. La resistenza dei fatti
è la prima e la piú ampia
antologia uscita in Italia. Dei numerosi
riconoscimenti ottenuti da Patrikios
si ricorda il Grande Premio di Letteratura
dello Stato Greco (1994). Nel 2004 il
presidente della Repubblica Italiana
Carlo Azeglio Ciampi gli ha conferito
l’onorificenza di Cavaliere della
Repubblica per il suo contributo allo
sviluppo dei rapporti culturali tra
l’Italia e la Grecia.
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