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1.
Ghiannis Ritsos
Erotica
Niente
più della poesia, sembra dirci
Ritsos – uno degli autori classici
della poesia greca contemporanea –
può esprimere la forza travolgente
dell’eros. Nelle tre raccolte
comprese in Erotica (“Piccola
suite in rosso maggiore”, “Corpo
nudo” e “Parola carnale”)
l’amore è cantato da Ritsos
in tutte le sue manifestazioni. Ora
tenero, ora spirituale, ora selvaggio,
ora carnale l’amore racchiude
in sé il senso ultimo del mondo,
la sua cifra occulta, celata nel corpo
della persona amata: “Il tuo corpo
è infinito. / Indescrivibile
il tuo corpo”. L’amore è
la forma di comunicazione fisica e spirituale
più alta tra due esseri, ma anche
tra gli uomini e la natura: “Ah,
sere voluttuose / la luna nella stanza
/ la luna sul letto / sul corpo nudo
–”, “Profumo improvviso
/ d’origano bagnato. / T’indicai
la piccola luna / sopra il colle”.
La natura, la lussureggiante natura
greca, fatta di suoni, profumi, luce,
sensualità purissima, diventa
così partecipe dei sentimenti
umani, e assurge a simbolo della forza
creatrice dell’amore, della sua
carica vitale ed esistenziale. Ritsos,
insomma, concepisce l’eros come
valore assoluto, predominante, tanto
che anch’egli, come la sua progenitrice
Saffo di Lesbo, potrebbe dire: “Chi
un esercito di cavalier, chi una schiera
di fanti, / chi una flotta di navi dirà
che sia la cosa più bella / sopra
la terra nera, io dico / ciò
che si ama”.
Anche le parole
vene sono
dentro di esse
sangue scorre
quando le parole si uniscono
la pelle della carta
s’accende di rosso
come
nell’ora dell’amore
la pelle dell’uomo
e della donna.
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1.
Ghiannis Ritsos
Erotica
trad. di Nicola Crocetti
pp. 118, € 12,91
ISBN 88-8306-088-1
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Notizie
sull’autore:
Ghiannis
Ritsos nacque a Monemvasià nel
1909. Dopo un’infanzia segnata
da gravi lutti familiari, nel 1926,
colpito da tisi, fu ricoverato in sanatorio,
dove rimase per tre anni. In seguito
esercitò la professione di attore-ballerino
e di copista in una banca. Nel 1933
entrò nelle file della sinistra,
avviando un impegno politico che segnerà,
spesso dolorosamente, la sua esistenza.
Durante la guerra civile, il successivo
governo di destra e la dittatura dei
Colonnelli (1967-1974) fu ripetutamente
incarcerato e deportato nei “campi
di rieducazione nazionale”, ma
restò sempre fedele ai suoi ideali
di libertà e di giustizia sociale.
L’impegno politico ebbe un’importanza
centrale anche nella sua poesia, ma
in Ritsos risuonano tutte le note, dolenti
e gioiose, della grecità.
Ottenne numerosi riconoscimenti internazionali
di grande prestigio, e fu candidato
per anni al Premio Nobel per la Letteratura.
Le sue poesie e molti suoi lavori teatrali
sono stati tradotti in tutte le lingue
europee.
Dotato di un’incredibile facilità
di versificazione, Ritsos è autore
di oltre cento raccolte, tra le quali
segnaliamo Trattore (1934);
Piramidi (1935); Epitaffio
(1936); Sinfonia di primavera
(1938); La marcia dell’oceano
(1940); L’uomo con il garofano
(1952); Veglia (1954: contiene
Grecità e La Signora
delle Vigne); I quartieri del
mondo (1957); Quando arriva
lo straniero (1958); L’architettura
degli alberi (1958); Le vecchie
e il mare (1959); Sotto l’ombra
del monte (1962); Dodici poesie
per Kavafis (1963); Testimonianze
I (1963); Filottete (1965);
Testimonianze II (1966); Gesti
(1969-70); Pietre Ripetizioni Sbarre
(1972); Elena (1972); Crisòtemi
(1972); Quarta dimensione (1972);
Diciotto canzonette per la patria
amara (1973); Graganda
(1973); La distruzione di Melos
(1974); Inno e lamento per Cipro
(1974); La pignatta affumicata
(1974); Il muro nello specchio
(1974); Diario d’esilio
(1975); L’ultimo secolo prima
dell’uomo (1975); Attualità
(1975); Divenire (1977); La
Porta (1978); Il corpo e il
sangue (1978); Una lucciola
illumina la notte (1978); Trittico
italiano (1976-81, contiene: Trasfusione,
Il mondo è uno, La statua
sotto la pioggia); Erotica
(1980-81).
Ha inoltre tradotto Tolstoj, Hikmet,
Ehrenburg, Jozef, Majakovskij, un’antologia
di poeti rumeni e una di poeti cecoslovacchi.
È morto nel 1990.
È stato tradotto nelle principali
lingue del mondo.
Numerose le traduzioni in italiano,
la maggior parte delle quali dovute
a N. Crocetti: La Signora delle
Vigne, Parma 1986 (con importanti
riferimenti bibliografici); Erotica
(1981); Il Funambolo e la Luna
(1984, in questa collana, Lèkythos
4); Quarta dimensione (1993,
in questa collana, Lèkythos 18),
e a F.M. Pontani: Poesie (Scheiwiller
1969); Prima dell’uomo
(Mondadori 1972); Diciotto canzonette
per la patria amara (Verona 1974);
La distruzione di Melos (Bologna
1975); Elena (Verona 1985);
Pietre Ripetizioni Sbarre (2004,
in questa collana, Lèkythos 35).
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| 2.
Costantino
Kavafis
Poesie
erotiche
“Kavafis
non è soltanto il maggiore poeta
greco moderno, ma anche uno dei maggiori
poeti europei. E la sua attualità
è di buona lega; è infatti
l’attualità di un’opera
scarna maturata nel silenzio e nell’ombra,
con completo disdegno dell’altra
e tanto più chiassosa attualità”.
Alberto
Moravia
Torna
Torna sovente e prendimi,
torna e prendimi amata sensazione –
quando il ricordo del corpo si ridesta
e trascorre nel sangue il desiderio
antico;
quando labbra e pelle rammentano,
e alle mani pare di nuovo di toccare.
Torna sovente e prendimi, la notte,
quando labbra e pelle rammentano...
(testo originale a fronte)
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2.
Costantino
Kavafis
Poesie
erotiche
trad. di Nicola Crocetti, introd. di
Vittorio Sereni
con quindici disegni di Ghiannis Tsaruchis
pp. 160, € 16,01
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Notizie
sull’autore:
Costantino
Kavafis naque ad Alessandria d’Egitto
nel 1863. Trascorse tutta la vita nella
sua città, compiendo soltanto
tre viaggi in Grecia (1901, 1903 e 1932).
Il greco dovette reimpararlo da adolescente,
quasi a dimostrare di essere e sentirsi
greco. Scrisse 154 poesie, pubblicate
interamente solo nel 1935 (due brevi
raccolte erano state stampate nel 1904
e nel 1910). Oltre al presente volume,
la Crocetti Editore ha pubblicato anche
Poesie segrete (1985, in questa
collana, Lèkythos 5) e Le
più belle poesie (1993,
Omicron 1).
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| 3.
Louis Aragon
Poesie
d’amore
Louis
Aragon oltre che iniziatore del surrealismo
francese e intellettuale impegnato,
fu anche un fedele “servo d’amore”.
Incarnazione della forza sconvolgente
dell’eros fu per lui Elsa Triolet,
scrittrice di origine russa, che a partire
dal 1931 diventa la sua Musa ispiratrice,
trasformandosi nell’“oggetto
di un ‘culto mostruoso’
che si protrarrà per quasi quarant’anni:
certo uno dei più grandi tributi
che mai poeta abbia consacrato all’amore”
(F. Bruno). E di ‘culto’
si può veramente parlare a proposito
della relazione amorosa tra Louis ed
Elsa: la donna per il poeta è
religione, è vita, è preghiera,
è stupefatta contemplazione del
bello, è iniziazione, ma è
anche struggimento, lontananza, sensualità
frustrata, forza irresistibile che squassa
l’anima ma nel contempo la rigenera,
rendendola consapevole a se stessa.
Di questo servaggio d’amore la
presente antologia – giunta ormai
alla terza edizione e impreziosita da
sette incisioni di Ghiannis Ritsos (considerato
da Aragon uno dei più grandi
poeti al mondo suoi contemporanei) –
comprende i testi più significativi,
oltre che un autografo inedito dell’autore,
che coprono un arco temporale di più
di trent’anni. Il lettore vi troverà
la forza di un sentimento furioso e
totalizzante, che si espande fino a
comprendere il senso stesso dell’esistenza.
Le mani di Elsa
Dammi le tue mani per l’inquietudine
Dammi le tue mani di cui tanto ho sognato
Di cui tanto ho sognato nella mia solitudine
Dammi le tue mani perch’io venga
salvato
Quando le prendo nella mia povera stretta
Di palmo e di paura di turbamento e
fretta
Quando le prendo come neve disfatta
Che mi sfugge dappertutto attraverso
le dita
Potrai mai sapere ciò che mi
trapassa
Ciò che mi sconvolge e che m’invade
Potrai mai sapere ciò che mi
trafigge
E che ho tradito col mio trasalire
Ciò che in tal modo dice il linguaggio
profondo
Questo muto parlare dei sensi animali
Senza bocca e senz’occhi specchio
senza immagine
Questo fremito d’amore che non
dice parole
Potrai mai sapere ciò che le
dita pensano
D’una preda tra esse per un istante
tenuta
Potrai mai sapere ciò che il
loro silenzio
Un lampo avrà d’insaputo
saputo
Dammi le tue mani ché il mio
cuore vi si conformi
Taccia il mondo per un attimo almeno
Dammi le tue mani ché la mia
anima vi s’addormenti
Ché la mia anima vi s’addormenti
per l’eternità
(testo
originale a fronte)
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3.
Louis
Aragon
Poesie
d’amore
a cura di Francesco Bruno, con un autografo
inedito e sette incisioni di Ghiannis
Ritsos
pp. 86, € 11,88
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Notizie
sull’autore:
Louis
Aragon (Parigi 1897-1982)
fu assieme a André Breton tra
gli iniziatori del movimento surrealista
e nel 1919 tra i fondatori della rivista
d’avanguardia “Littérature”
. Sono di questo periodo le raccolte
di poesie Fuoco di gioia (Feu
de jioie, 1919) e Moto perpetuo
(Le mouvement perpétuel, 1926).
Si staccò poi dal movimento surrealista
e nel 1927 aderì al Partito comunista
francese. Dopo l’incontro con
Elsa Triolet, scrittrice di origine
russa e sua futura moglie, e dopo alcuni
soggiorni in Unione sovietica, pubblicò
romanzi di contenuto sociale e politico.
Durante l’occupazione tedesca
partecipò alla Resistenza e svolse
un’intensa attività politica
e giornalistica. Le raccolte poetiche
di quegli anni sono caratterizzate da
un forte sentimento patriottico, come
Crepacuore (Crève-coeur,
1941), e La Diana francese
(La Diane française, 1945). I
temi d’amore prevalgono in quelle
successive, da Gli occhi e la memoria
(Les yeux et la mémoire, 1954)
a Elsa (Elsa, 1959), che fanno
parte di un lungo ciclo poetico dedicato
alla sua Musa, preceduto già
nel 1942 da Gli occhi di Elsa
(Les yeux d’Elsa) e proseguito
ancora nel 1963 con Il folle d’Elsa
(Le fou d’Elsa). Crocetti Editore
ha inoltre pubblicato Le più
belle poesie di Aragon (collana
Omicron 4).
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| 4.
Ghiannis
Ritsos
Il funambolo
e la luna
Ritsos,
fra i poeti moderni, è l’uomo
della selezione negata. Come un ladro
– l’immagine è sua
– il poeta depreda il mondo. Muscoloso
enciclopedista del canto,
è condannato a leggere, a integrare
nelle sue fantastiche armonie ogni scheggia
di reale: dalla formica che cammina
sghemba sul muro scrostato, al cappello
di paglia della ragazza, alla trottola
che quasi “ritmava la rotazione
della Terra”. Altri si sentirono
votati a questa decifrazione mostruosa
e sublime: Montale, che scrutava i segreti
codici di labili segni di zampe sulla
spiaggia inondata; Borges che nella
crepa del muro leggeva gli universi.
L’occhio di Ritsos è più
quieto, quasi festoso. Il suo macinare
le cose tradisce la soddisfazione pacata
della scoperta, e il gusto arguto, esteriormente
semplice, di comunicarla travestita
da poesia. La realtà è
magama di schegge. L’occhio può
cogliere i nessi. Ma altre volte i vincoli
restano segreti. La poesia di Ritsos
è fedele specchio. Ora è
singolo verso. Ora è poesia breve.
Ora è poema ritmato in lasse,
come il Funambolo. Ma anche
nel Funambolo (o nelle altre
poesie qui raccolte) il canto s’incapsula
in parole singole accostate, in sequenze
di nomi d’oggetti sospesi come
ghirlande ingrigite tra le macchie luminose
delle immagini più nobili. Ma
non è così anche la realtà:
ombra e luce, trita quotidianità
e scatto eroico?
(dall’introduzione
di Ezio Savino)
... Sempre l’amore – come
diceva Ione; – principio e fine;
e di nuovo l’amore, oltre la morte.
Ione –
Era di giugno, splendido meriggio, e
Ione seminudo,
una catenina d’oro con una piccola
croce sull’ampio petto,
le gambe prese da antiche statue di
aurighi. E forse sarebbe
partito un giorno
su una barca a vela bianca; –
perché la bellezza – disse
Elena
–
deve svanire presto.
– Ciane, Melpòmene, Giacinta,
– chiamava Persèfone dal
balcone. Il suo peplo rosa
ondeggiava fin giù sulla spiaggia.
– Nausica, Gelsomina,
Ismene,
Elettra. I nomi
delle ragazze salivano più in
alto dei gabbiani, per poi ca-
dere
mollemente in mare
simili a isolette con rematori, barche
da pesca, sedie di
paglia...
(da Il funambolo e la luna)
|

4.
Ghiannis
Ritsos
Il funambolo
e la luna
e altre poesie inedite
trad. di Nicola Crocetti,
introd. di Ezio Savino
seconda edizione
pp. 160, € 14,00
NOVITÀ
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Notizie
sull’autore:
Ghiannis
Ritsos nacque a Monemvasià nel
1909. Dopo un’infanzia segnata
da gravi lutti familiari, nel 1926,
colpito da tisi, fu ricoverato in sanatorio,
dove rimase per tre anni. In seguito
esercitò la professione di attore-ballerino
e di copista in una banca. Nel 1933
entrò nelle file della sinistra,
avviando un impegno politico che segnerà,
spesso dolorosamente, la sua esistenza.
Durante la guerra civile, il successivo
governo di destra e la dittatura dei
Colonnelli (1967-1974) fu ripetutamente
incarcerato e deportato nei “campi
di rieducazione nazionale”, ma
restò sempre fedele ai suoi ideali
di libertà e di giustizia sociale.
L’impegno politico ebbe un’importanza
centrale anche nella sua poesia, ma
in Ritsos risuonano tutte le note, dolenti
e gioiose, della grecità.
Ottenne numerosi riconoscimenti internazionali
di grande prestigio, e fu candidato
per anni al Premio Nobel per la Letteratura.
Le sue poesie e molti suoi lavori teatrali
sono stati tradotti in tutte le lingue
europee.
Dotato di un’incredibile facilità
di versificazione, Ritsos è autore
di oltre cento raccolte, tra le quali
segnaliamo Trattore (1934);
Piramidi (1935); Epitaffio
(1936); Sinfonia di primavera
(1938); La marcia dell’oceano
(1940); L’uomo con il garofano
(1952); Veglia (1954: contiene
Grecità e La Signora
delle Vigne); I quartieri del
mondo (1957); Quando arriva
lo straniero (1958); L’architettura
degli alberi (1958); Le vecchie
e il mare (1959); Sotto l’ombra
del monte (1962); Dodici poesie
per Kavafis (1963); Testimonianze
I (1963); Filottete (1965);
Testimonianze II (1966); Gesti
(1969-70); Pietre Ripetizioni Sbarre
(1972); Elena (1972); Crisòtemi
(1972); Quarta dimensione (1972);
Diciotto canzonette per la patria
amara (1973); Graganda
(1973); La distruzione di Melos
(1974); Inno e lamento per Cipro
(1974); La pignatta affumicata
(1974); Il muro nello specchio
(1974); Diario d’esilio
(1975); L’ultimo secolo prima
dell’uomo (1975); Attualità
(1975); Divenire (1977); La
Porta (1978); Il corpo e il
sangue (1978); Una lucciola
illumina la notte (1978); Trittico
italiano (1976-81, contiene: Trasfusione,
Il mondo è uno, La statua
sotto la pioggia); Erotica
(1980-81).
Ha inoltre tradotto Tolstoj, Hikmet,
Ehrenburg, Jozef, Majakovskij, un’antologia
di poeti rumeni e una di poeti cecoslovacchi.
È morto nel 1990.
È stato tradotto nelle principali
lingue del mondo.
Numerose le traduzioni in italiano,
la maggior parte delle quali dovute
a N. Crocetti: La Signora delle
Vigne, Parma 1986 (con importanti
riferimenti bibliografici); Erotica
(1981, in questa collana, Lèkythos
1); Il Funambolo e la Luna
(1984); Quarta dimensione (1993,
in questa collana, Lèkythos 18),
e a F.M. Pontani: Poesie (Scheiwiller
1969); Prima dell’uomo
(Mondadori 1972); Diciotto canzonette
per la patria amara (Verona 1974);
La distruzione di Melos (Bologna
1975); Elena (Verona 1985);
Pietre Ripetizioni Sbarre (2004,
in questa collana, Lèkythos 35).
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| 5.
Costantino
Kavafis
Poesie
segrete
Il
lavoro di Kavafis è come un mareggiare
salino che pulisce e lima. I fogli stampati
erano spiagge rigate da segni passeggeri,
che la prossima spuma dilavava, sbiadiva,
sformava. Kavafis correggeva a penna;
ristampava, ripudiava, archiviava. L’opera
concresceva lentissima, depurata, sfaldata,
naturalmente tesa alla “nuova
stesura”. Si adagiarono strati
fossili, fogli occultati da originali
concrezioni, talvolta perfino saldati
con la colla su giacimenti poetici primitivi.
Crebbe un “archivio Kavafis”,
miniera gioiosa e angosciata per i filologi.
In questa suggestiva materia scava la
presente raccolta, e mostra alcune più
lucenti schegge fra i testi noti come
Poesie inedite e Poesie
rifiutate.
(dall’introduzione
di Ezio Savino)
Mazzi di fiori
Assenzio, stramonio e giusquiamo,
aconito, elleboro e cicuta –
tutte le piante amare e velenose –
dar le foglie e i loro fiori orrendi
perché siano composti i grandi
mazzi
da porre sull’altare rilucente
–
ah, sullo splendido altare in Malachite
–
dell’orrenda e magnifica Passione.
1897
(testo
originale a fronte)
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5.
Costantino
Kavafis
Poesie
segrete
trad. di Nicola Crocetti,
introd. di Ezio Savino
con dieci disegni di Alekos Fassianòs
pp. 158, € 16,01
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Notizie
sull’autore:
Costantino
Kavafis naque ad Alessandria d’Egitto
nel 1863. Trascorse tutta la vita nella
sua città, compiendo soltanto
tre viaggi in Grecia (1901, 1903 e 1932).
Il greco dovette reimpararlo da adolescente,
quasi a dimostrare di essere e sentirsi
greco. Scrisse 154 poesie, pubblicate
interamente solo nel 1935 (due brevi
raccolte erano state stampate nel 1904
e nel 1910). Oltre al presente volume,
la Crocetti Editore ha pubblicato anche
Poesie erotiche (1983, in questa
stessa collana, Lèkythos 2) e
Le più belle poesie
(1993, Omicron 1).
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CROCETTI EDITORE
S.r.l.
Via E. Falck, 53 - 20151 Milano
tel. +39 02 3538277
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