6. Zyranna Zateli
E alla luce del lupo ritornano



Accolto da critica e pubblico come un vero e proprio caso letterario, questo primo romanzo di Zyranna Zateli – che in Grecia ha venduto quasi duecentomila copie – la consacra limpidamente come una delle maggiori scrittrici greche contemporanee. E alla luce del lupo ritornano è un libro che affascina come l’Odissea, che ha la lussureggiante magia di un classico come Le Mille e una notte, l’incanto rarefatto e impalpabile di una favola raccontata d’inverno, davanti al fuoco. Il romanzo si offre come uno scrigno stupefacente di storie, di racconti che stregano: il prodigio affabulatorio ne fa un mosaico scintillante, un caleidoscopio. Si snoda come una formula arcana che lenisce, e che diventa un atto di fede nella letteratura, nel suo potere di esorcizzare il mistero del mondo, assieme ai terribili “lupi”. I lupi sono le inquietudini ancestrali dell’uomo, i suoi pozzi neri: la natura del reale, enigmatica, insondabile; la menomazione fisica e la malattia, “stigmate” di un’eccellenza segreta; la tragicità della scoperta del proprio io, il vero io; la concezione mitica della Storia; il legame, che nulla scioglie, tra Amore e Morte.
Un grande romanzo, epico, lirico, comico, tragico, in un intreccio che è viaggio, iniziazione, salvezza, finalmente offerto anche al lettore italiano.


La nuova edizione, con la nuova copertina, sarà nelle librerie da maggio 2004



6. Zyranna Zateli
E alla luce del lupo ritornano

trad. di Maurizio De Rosa
pp. 600, € 18,00
1999, 2004
ISBN 88-8306-007-5

Notizie sull’autore:
Zyranna Zateli è nata nel 1951 a Sochò, vicino a Salonicco, dove è vissuta fino al 1969. Nel 1973, dopo un vagabondaggio all’estero, si ritrovò su un treno per Atene. Dal 1976 al 1979 prese lezioni di teatro, ma si rese conto che la sua vera inclinazione era la letteratura. Abbandonò quindi la scena prima ancora di averla calcata, e si dedicò alla scrittura, cosa che del resto faceva già da tempo. Dal 1981 vive tra la Grecia, la Francia e il Portogallo. Nel 1984 uscì la sua prima raccolta di racconti, La fidanzata dell’anno scorso (tradotta in italiano e pubblicata in questa stessa collana, Aristea 14), e la seconda nel 1986, Nella desolazione con grazia. E alla luce del lupo ritornano (1993) è il suo primo romanzo.
Nel maggio 2004 è uscita la seconda edizione, riveduta e corretta.


 

7. Antonis Surunis
Il Ballo della Rosa



Salutato da alcuni critici come un piccolo capolavoro della narrativa greca contemporanea, Il Ballo della Rosa è la storia di un gruppo di giocatori d’azzardo professionisti, che della roulette hanno fatto il loro scopo di vita e dei casinò di tutta Europa la loro seconda casa. Il loro cimento apparentemente impossibile con la macchina dai 37 numeri diventa la metafora di un’eroica sfida alla sorte. Il romanzo di Antonis Surunis, uno degli autori greci più amati dal pubblico, cattura sin dal primo istante l’attenzione del lettore grazie a una miscela ben calibrata di umorismo, avventura, sesso e sentimento, ma si fa apprezzare anche per la profondità dell’analisi psicologica e per lo spessore umano dei protagonisti. Sorprendente è anche lo stile di Surunis: brillante, giocoso, vigilato, virtuosisticamente modulato su tutte le note che vanno dall’umile al sublime, e soffuso di una sottile ironia che non di rado esplode in irresistibile comicità. Prestigioso riconoscimento alle straordinarie qualità narrative di Surunis è l’assegnazione nel 1995 del Premio nazionale per il romanzo.





7. Antonis Surunis
Il Ballo della Rosa

trad. di Alberto Gabrieli
pp. 326, € 15,00
1999
ISBN 88-8306-011-3

Notizie sull’autore:
Antonis Surunis è nato nel 1942 a Salonicco. Finite le scuole superiori ha raggiunto i suoi parenti emigrati in Germania, ha frequentato per qualche tempo le università tedesche e austriache, ma ha interrotto gli studi per lavorare e viaggiare. Ha fatto l’impiegato di banca, il marinaio, il fattorino d’albergo e il giocatore professionista di roulette. Ha pubblicato nove opere di narrativa, tra cui: Compagni di gioco (1977), Giorni e notti a Francoforte (1982), Tamburi di ventre e di guerra (1983), I primi muoiono ultimi (1985), Pasqua al paese (1991) e All’attenzione di Litsa (1992). Il Ballo della Rosa, uscito in Grecia nel 1994, ha ottenuto nel 1995 il Premio nazionale per la narrativa, il maggior riconoscimento letterario greco.


 

8. Vasilis Vasilikòs
Una storia d’amore



Dolorosamente ironico e inquietante, Una storia d’amore di Vasilis Vasilikòs, l’autore greco contemporaneo forse più noto all’estero, si presenta come una rassegna di nevrosi, di ambizioni frustrate e di sogni infranti, che segnano inesorabilmente il carattere e la vita dei protagonisti, lo studente Ghiannis e la moglie di un musicista, Magda. I due si amano e si odiano, s’incontrano e si scontrano, si prendono e si lasciano in un clima di assoluta incomunicabilità, di desolante autismo sentimentale. Spessore ed evidenza sembrano possedere esclusivamente le loro fissazioni maniacali, le loro fobie, che riempiono il vuoto di esistenze passive e irresolute. Il romanzo diventa così una sorta di rapporto psichiatrico, di cartella clinica in cui la malattia assurge a morale e si trasforma, paradossalmente, in pulsione vitale. La diagnosi finale è espressa lucidamente da Ghiannis: “In fondo siamo tanto complicati solo perché desideriamo esserlo, perché la nostra malattia è diventata la nostra anima, perché il dolore ha finito col diventare piacere”.





8. Vasilis Vasilikòs
Una storia d’amore

trad. di Gabriella Macrì
pp. 148, € 9,30
1999
ISBN 88-8306-008-3

Notizie sull’autore:
Vasilis Vasilikòs è nato nel 1934 nell’isola di Thasos, e vive a Kavala, nella Grecia settentrionale. Ha studiato Giurisprudenza all’Università di Salonicco e ha seguito un corso di regia televisiva negli Stati Uniti. Ha esordito nel 1953 con Il racconto di Giasone, al quale sono seguiti altri novanta romanzi, tra cui il notissimo Z, pubblicato in Italia da Feltrinelli, e da cui fu tratto un film di successo. Dal 1967 ha vissuto all’estero (Francia, Italia, New York), tranne che nel triennio 1981-1984, quando fu vicedirettore generale della televisione pubblica greca. Nel 1994 è tornato definitivamente in Grecia. Attualmente è ambasciatore all’Unesco. È sposato con il soprano Vasso Papantonìu.


 

9. Menis Kumandareas
Il loro profumo mi fa piangere


“Il profumo dei barbieri mi fa piangere”, recita un verso di Pablo Neruda a cui si ispira il titolo di uno dei romanzi di maggior successo di Menis Kumandareas, scrittore greco tra i più apprezzati, autentico cantore epico dell’Atene di oggi. Uomini semplici e persone colte, ricchi e poveri, giovani e anziani frequentano la bottega di Euripide, barbiere-confessore, evidente alter ego dell’autore. Vicenda senza tempo, se anche nell’Atene classica il kourèion, la bottega del barbiere, era il salotto popolare delle chiacchiere tra uomini. Tra forbici e rasoi, scorrono i racconti, le storie delle esperienze umane. Come in altri romanzi di Kumandareas l’unica, trasparente protagonista è sempre lei, l’Atene di questi nostri giorni, città-specchio di ogni vizio e virtù della Grecia, ma al tempo stesso capitale contemporanea che ci strega. In queste pagine ne scorgiamo il volto inedito, lontano dai cliché del turismo archeologico e del folclore. Dai nove racconti del barbiere Euripide affiora il ritratto di una città ombrosa, imprevista e inquietante, palcoscenico metropolitano su cui si rappresenta la realtà, tragica e comica, sempre drammatica. Grazie a questo libro, anche l’Atene di oggi si impone come una città letteraria”, con una sua fisionomia inconfondibile e una sua poetica fatta di vie, di piazze, di caffè, di cantieri, di negozi, di leggende, ma soprattutto di gente che, giorno per giorno, vi consuma l’esistenza.





9. Menis Kumandareas
Il loro profumo mi fa piangere

trad. di Gabriella Macrì
pp. 250, € 13,43
1999
ISBN 88-8306-015-6

Notizie sull’autore:
Menis Kumandareas è nato ad Atene, dove è sempre vissuto. Gran parte delle sue opere – da I flipper (1962) a La maglia numero 9 (1986, presente in questa stessa collana, Aristea 43) – sono incentrate sui problemi e i rapporti degli ateniesi con la loro città. Tra gli altri suoi romanzi più significativi si ricordano La vetreria (1975), Premio nazionale per la narrativa, La signora Kula (1978), Serafini e cherubini (1981), Il bel capitano (1982), La banda dell’arpa (1993), Ricordo Maria (1994), Il loro profumo mi fa piangere (1996) e Il giorno per scrivere e la notte per il corpo (1999). Ha tradotto in greco Hesse, McCullers, Buchner, Melville, Hemingway, Poe e Fitzgerald. Da alcune sue opere sono stati tratti film e sceneggiati televisivi. È stato tradotto in russo, tedesco, francese, inglese e turco.


 

10. Pavlos Màtesis
L’Antico dei Giorni



L’Antico dei Giorni finisce settant’anni prima dell’epoca in cui incomincia il mio romanzo precedente Madre di cane. Il protagonista Eliseo fa la sua comparsa nella Grecia più profonda, in una regione montagnosa e demoniaca cha da due secoli non beneficia di un miracolo. Capo carismatico e ciarlatano dai metodi violenti, Eliseo, complice la bramosia della gente, si eleverà alla dignità di taumaturgo. Finché, grazie a un grandioso imbroglio (ordito dal suo prediletto e discepolo Zagros), Eliseo non realizzerà un vero miracolo. E ne avrà paura. L’umano bisogno di miracoli. La pretesa di realizzare miracoli rivaleggiando con le forze superiori. I genitori timorati di Dio che lasciano morire il figlio perché Eliseo glielo resusciti ed essi ne ricavino gloria. Il cupo, feroce e stupendo inconscio del Greco. Oscuro, ribelle e sovversivo. La bellezza di imprese feroci, che si desiderano ma nelle quali non ci si arrischia, l’esigenza dei Greci di vincere, di rivendicare la dignità e grandiosità divina. In un’opera che solo marginalmente tocca la religione. La sete greca di una realtà non quotidiana, ma festosa e “solenne”. L’istanza greca: vivere la vita con intensità e passione, perché non diventi un peso.

Debiti: verso Omero, verso le storie che riguardano il “mago” ottocentesco greco Papulakis, verso Faulkner (una sua frase è incorporata nel testo). Del titolo del libro sono debitore alla città di Kastorià.

Pavlos Màtesis






10. Pavlos Màtesis
L’Antico dei Giorni

trad. di Alberto Gabrieli
pp. 154, € 11,36
2000
ISBN 88-8306-027-X

Notizie sull’autore:
Pavlos Màtesis è nato nel Peloponneso, in Grecia. Ha studiato teatro e musica, e ha esordito in campo letterario nel 1967. È autore di numerose opere teatrali, tra cui: La cerimonia, Biochimica, Degradazione, Il fantasma del signor Ramon Navarro, La serata calcistica di Sua Altezza, Diritto piccolo borghese, O lupo, o lupo, Esilio, Il grido, Il cultore delle piante, oltre a numerosi atti unici. Ha vinto il Premio Nazionale di Teatro nel 1966, e il Premio Karol Kun nel 1989. Sue opere sono state rappresentate in vari festival internazionali, in Grecia e all’estero. In prosa a scritto: Racconto (1977), Afrodite (1987), Il materiale della selva (1992), Madre di cane (1990, Aristea 2), Sempre in gamba! (1994, Aristea 24), L’antico dei giorni (1998).


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