36. Vasilis Guroghiannis
I commedianti di Atene



Grecia, 326 d.C.: tredici anni dopo l’Editto di tolleranza emesso a Milano da Costantino il Grande, la vita culturale e sociale dell’Impero romano è profondamente segnata dal dibattito tra cristiani e pagani. In questo contesto, il capocomico Tespi nutre un sogno impossibile: risuscitare lo spirito dell’antica tragedia ateniese e riportare a nuova vita gli agoni teatrali. Per realizzare questo sogno raccoglie ad Atene un gruppo di attori che sbarcano il lunario interpretando pantomime sullo stesso suolo sul quale secoli prima avevano messo in scena le loro opere Eschilo, Sofocle ed Euripide. Da Atene il gruppo di teatranti si imbarca alla volta dell’antico santuario di Zeus a Dodona, in Epiro, facendo tappa a Corinto, sulla costa di fronte a Delfi e nei pressi dell’Acheronte. A Dodona, nell’antico teatro annesso al tempio, Tespi intende rappresentare una delle più celebri tragedie di Eschilo, il Prometeo incatenato. Ma prima di arrivare a Dodona i teatranti dovranno diventare attori veri e comprendere il senso sublime della loro missione. Li invita perciò a lesinare sugli orgasmi, fecondando piuttosto se stessi, mette la cintura di castità a Melpòmene, l’attrice più avvenente. Ma poiché le utopie arrivano sempre fuori tempo, anche le illusioni di Tespi sono destinate a essere frustrate. Rimane però tutto il sapore di un’epoca disorientata, in questo tanto simile alla nostra, ma ancora amante del dialogo e rispettosa delle diversità. E rimane l’amarezza per un sogno naufragato, per uno slancio romantico del cuore e della mente che non riesce a porsi come istanza universale.





36. Vasilis Guroghiannis
I commedianti di Atene

tad. di Luigi Venezia
pp. 282, € 14,00
2002
ISBN 88-8306-074-1

Notizie sull’autore:
Vasilis Guroghiannis è nato nel 1951 nel nord della Grecia, presso Ghiànnina. Si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salonicco, e dal 1977 esercita l’avvocatura ad Atene. Ha pubblicato le raccolte poetiche Fotografia di un monte (1985), e Commenti in versi (1987), le prose Racconti di fenomeni paranormali (1990), e il romanzo La betonica in fiore (1992). Nel 1995 ha pubblicato il poema Medea, una rivisitazione eretica dell’omonimo mito, e nel 1998 il romanzo I commedianti di Atene.


 

37. Alexis Stamatis
Bar Flaubert



Può un libro imprimere una svolta alla vita e ridarle un senso che sembrava smarrito? Può un’opera letteraria parlare del lettore, della sua anima, e innescare un meccanismo fatto di sentimenti concreti – amore, odio, paura, gioia? Questi gli interrogativi che si pone Ghiannis Lukàs, lo scopritore di Bar Flaubert, il libro inedito di un autore sconosciuto, Lukàs Matheu, rimasto sepolto per anni in uno scantinato e tappa ideale di una ipotetica “storia della letteratura mai pubblicata”. La risposta a queste domande si trova nelle pieghe del misterioso e affascinante manoscrittto. Ma per trovarla non basterà leggere. Occorrerà mettersi in viaggio, affrontare i fantasmi della Storia individuale e collettiva, percorrere le macerie di esistenze e mondi distrutti e infine, con una coscienza rinnovata, trovare “la frazione che ha come denominatore l’uomo e come numeratore l’amore, la morte o Dio”, e riconoscere in essa la verità. Una verità generata dalla finzione e intessuta di interrogativi, di enigmi, di riferimenti ad altri libri e ad altre vite, che stanno alla creazione letteraria come gli elementi stanno alla realtà.





37. Alexis Stamatis
Bar Flaubert

trad. di Gabriella Macrì
pp. 298, € 14,50
2002
ISBN 88-8306-093-8

Notizie sull’autore:
Alexis Stamatis è nato ad Atene nel 1958. Ha studiato architettura al Politecnico della capitale greca e a Londra. Ha pubblicato cinque raccolte di versi, una delle quali ha ottenuto il premio Nikiforos Vrettakos, e i romanzi Il settimo elefante (1998), Bar Flaubert (2000), Come un ladro nella notte (2001). Collabora con giornali e riviste scrivendo di arte e cultura. I suoi primi due romanzi sono stati tradotti in inglese.


 

38. Thanasis Valtinòs
Blu scuro quasi nero



In uno stile frammentario e allusivo, Maria, la protagonista di Blu scuro quasi nero, parla a un ignoto interlocutore (il marito, l’amante, lo psicanalista, il lettore?) delle sue amicizie, dei suoi amori, della sua famiglia, delle sue disillusioni. Un lungo monologo che è in realtà una richiesta di aiuto: “come se civettassi con la mia infelicità, in un certo senso”. Al fondo dell’esistenza solo i ricordi non si estinguono. La memoria proietta immagini sfuocate, stralci e frammenti di ricordi che potrebbero appartenere alla vita di ogni donna, che sono il corredo dell’animo femminile vigoroso e sguarnito.





38. Thanasis Valtinòs
Blu scuro quasi nero
trad. di Paola Maria Minucci
pp. 62, € 6,00
2003
ISBN 88-8306-109-8

Notizie sull’autore:
Thanasis Valtinòs è nato in Arcadia nel 1932. In seguito agli eventi legati all’Occupazione e alla Guerra civile visse a Sparta, a Ghithio e a Tripoli. Nel 1950 si trasferì ad Atene, dovev vive tuttora. Ha studiato cinematografia. A partire dal 1974 è stato ospite di numerose università e istituzioni culturali, in particolare in Inghilterra, a Berlino Overst e negli Stati Uniti. Ha tradotto in greco moderno Eschilo ed Euripide, e ha scritto sceneggiature per il cinema, come quella del film Viaggio a Citera di Thòdoros Anghelòpulos, insignita del primo premio al festival di Cannes nel 1984. Nel 1990 l’Accademia di Grecia gli conferì il primo premio di narrativa per il romanzo Elementi sugli anni Sessanta. In questa stessa collana (Aristea 18), Il ritorno dei nove.


 

39. Tasos Athanasiadis
Trittico medievale


Tra Occidente e Oriente, tra l’Italia del primo Umanesimo, i mari infestati dai pirati e l’agonizzante, ma sempre magnifica, Bisanzio, si svolgono i tre racconti di Trittico medievale. Con felice immediatezza la penna di Tasos Athanasiadis fa rivivere città, personaggi, conflitti nel Mediterraneo orientale alla fine del XV secolo, facendoli sentire attuali. Disegna con rapidità e precisione lo scontro tra l’Europa cattolica, l’Oriente greco e l’irresistibile temperie ottomana, osservando gli eventi dalla prospettiva dei semplici, di quanti alle dispute teologiche e alle guerre oppongono la concretezza del reale e il senso di solidarietà tra gli uomini.





39. Tasos Athanasiadis
Trittico medievale

trad. di Alkistis Proiou e Angela Armati
pp. 96, € 9,80
2003
ISBN 88-8306-108-X

Notizie sull’autore:
Tasos Athanasiadis è nato a Salihli, l’antica Sardi, nel 1913. A nove anni, dopo la catastrofe dell’Asia Minore (1922), si trasferisce con la famiglia ad Atene. Studia Giurisprudenza e per un breve periodo esercita l’avvocatura. Dal 1945 al 1972 è segretario generale del Teatro Nazionale di Atene. Nel 1943 pubblica il volume di racconti I pellegrini del mare, cui segue nel 1944 Viaggio nella solitudine, biografia lirica di Ioannis Kapodistrias, il primo governatore della Grecia liberata. La fase matura della sua attività letteraria è segnata dal grande romanzo d’epoca I Pànthei, cominciato nel 1948 e pubblicato, in quattro volumi, tra il 1967 e il 1968. Spaccato della società greca nei primi decenni del Novecento, I Pànthei è la storia di una famiglia nell’arco di tre generazioni, dal 1897 al 1940. Adattata per la televisione, è stata seguita da un folto pubblico. Altre sue opere sono La sala del trono (2 voll., 1969), I custodi dell’Acaia (2 voll., 1975), Gli ultimi nipoti (2 voll., 1984). Nel suo ultimo grande romanzo, I figli di Niobe (4 voll.), Athanasiadis concentra l’attenzione sulla vita nella sua patria d’origine, Salihli, una città pittoresca sulla costa occidentale dell’Anatolia, e rappresenta lo stile e il carattere della grecità micrasiatica sotto la dominazione turca, poi durante la guerra greco-turca, fino alla cacciata dei greci. È anche autore di alcune biografie romanzate tra cui Dostoevskij dalla prigione al pathos (1955), il ciclo Tre figli del loro secolo (1957) su Hugo, Dostoevskij e Tolstoj, e la biografia di Giuliano l’Apostata intitolata Il figlio del sole (1978). Numerosi anche i suoi saggi critici, tra cui Riconoscimenti (1965).


 

40. Emmanuìl Roidis
La Papessa Giovanna


Alla metà del IX secolo, una donna travestita da frate sale sul soglio di Pietro: giunge a Roma dopo anni trascorsi assieme al suo giovane amante nei conventi della Germania, della Provenza e della Grecia. Fin qui la leggenda (antica, ma non troppo). L’ingegno e l’erudizione mordace di Roidis traggono dalla vicenda uno straordinario affresco dei secoli bui, un capolavoro – più volte imitato, mai uguagliato – che coniuga un’accurata documentazione storica con una verve narrativa che ricorda Byron e Voltaire.





40. Emmanuìl Roidis
La Papessa Giovanna

trad. di Filippomaria Pontani
pp. 216, € 13,50
2003
ISBN 88-8306-113-6

Notizie sull’autore:
Emmanuìl Roidis (Siros, 1836 - Atene, 1904) è tra i protagonisti della rinascita delle lettere greche dell’Ottocento. Giornalista, fu fondatore e direttore della rivista satirica “Asmodeos”, direttore della Biblioteca Nazionale, acuto critico letterario e autore di racconti, raccolti nel volume Novelle di Siros. Fervido sostenitore della lingua popolare (dimotikì), di fatto, nei suoi scritti, rimase fedele alla lingua epurata (katharèvusa). In questa scrisse la sua opera più nota, La Papessa Giovanna, pubblicata nel 1866, che suscitò accese polemiche per il suo tono ironico e dissacrante. Il romanzo riscosse uno straordinario successo editoriale e lo rese famoso nel mondo.


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