1. Maro Duka
Un berretto di porpora



Medioevo a Bisanzio. Il tramonto dell’Oriente? L’alba dell’Occidente? Un ponte tra due mondi? L’uno irrimediabilmente tagliato in due? L’ironia della Storia? La vita e le imprese dell’imperatore Alessio I Comneno (1081-1118), accusato di essersi fidato oltre il lecito dei Veneziani. Sotto il suo regno l’Europa tenta per la prima volta di liberare dai musulmani l’Asia Minore cristiana cercando nel contempo uno sbocco alle sue difficoltà economiche e instaurando la sua egemonia nel Mediterraneo orientale fino ai giorni nostri. Un berretto di porpora – il berretto del mortale, dell’umile e indifeso; la porpora della gloria, il simbolo del potere e dell’ambizione, dello splendore ma anche della vanità. La sublime avventura di un uomo, dei suoi sogni, delle sue opere e delle sue conquiste, preso nella trappola del mondo, sua effimera proprietà. Un oscuro eunuco al servizio di Alessio fa sua la voce di un umile combattente di madre cristiana e padre saraceno per raccontare il passato, per rievocare gli ultimi splendori di Bisanzio. Il narratore si rivolge a un bambino – il nipote dell’imperatore – in tono esortativo e didattico, mai didascalico, ispirato dall’affetto e dalla tenerezza che può provare un adulto per un bambino, e consapevole dell’estremo confronto con la decadenza, il crollo, la morte. Un romanzo storico che attraverso passioni remote ambisce a far luce sui temi di oggi. Il potere e la sua corruzione, i rivolgimenti e i cicli del tempo, il mondo che si ripete esatto e incessante, l’uomo, vittima e carnefice della Storia, la distanza tra la Parola e l’Opera, la vita nella sua semplicissima complessità, l’amore, l’agonia e l’agone per la sopravvivenza, la responsabilità collettiva, la salvezza dell’anima –

Se non puoi farla come vuoi, la vita,
sforzati almeno più che puoi
di non prostituirla...





1. Maro Duka
Un berretto di porpora
trad. di Massimo Cazzulo
pp. 344, € 16,00
1999
ISBN 88-8306-000-8

Notizie sull’autore:
Maro Duka, tra le maggiori scrittrici greche contemporanee, è nata nel 1947 a Chanià di Creta, ma dal 1966 vive ad Atene. Ha studiato Archeologia all’università e ha cominciato a scrivere nel 1969. Ha pubblicato i seguenti romanzi: Ruggine antica (1979), La città sospesa (1983), Pioppi immobili (1987), Sul fondo dell’icona (1990), Lo scrittore e la sua giara (1992), Un berretto di porpora (1995) e Meccanica celeste (1999, Aristea 22). Le sue opere sono state tradotte nelle principali lingue europee.


 

2. Pavlos Màtesis
Madre di cane



“Egregio signor Alfio,
Sono la signora a cui fate visita da due anni, dietro alla chiesa di Santa Domenica, che risponde al nome di Assimina, vi scrivo per mano della mia figliola Rubina in quanto risulto analfabeta. Vi ringrazio per le vostre visite così regolari negli ultimi due anni, per la vostra gentilezza e i vostri viveri. Inoltre grazie che mi avete presentato il vostro sostituto, io sono una donna molto di casa, non avrei potuto trovarlo da sola. Sappiate che, dovunque sarete per tutta la vita, vi ringrazierò sempre, perché avete salvato i miei figli dalla morte per fame, ma anche a me avete fatto molto piacere. È un peccato confessarlo, ma dovete sapere che come uomo vi ho apprezzato anche più di mio marito e che in sostanza siete stato voi a rendermi donna con le premure che mi avete offerto. Io sono sposata, forse anche vedova, ma dovete sapere che vi ho avuto in simpatia e questo succede per la prima volta nella mia vita di provare tanto desiderio per un signore, non ve l’ho mai manifestato, ve lo rivelo adesso che non siete presente qui in casa mia. Non dò nessuna colpa al mio forse defunto marito, ma da voi, se eravamo in pace, non avrei mai preso del cibo. E le camicie e la biancheria che vi lavavo, per me era un grande piacere, e volentieri ve le laverei per tutta la vita. E quando le mettevo ammollo nella tinozza, nella mia testa mi immaginavo che voi eravate il mio legittimo marito, questo dovete saperlo. Addio e tanti auguri. Siete un nemico della mia nazione, ma anche voi avete una mamma che vi aspetta, questo lo so, nazione non so cosa vuol dire e neanche l’ho mai vista questa cosiddetta nazione. Statemi bene voi e la vostra famiglia e che la vostra signora vi accolga come meritate. Molto simpatica, nella fotografia che mi avevate mostrato. Siete stato un vero signore e molto caloroso. Questo mi consolava, d’inverno soprattutto, sentivo che era un peccato che io provavo piacere e i miei figli erano fuori al freddo, per fortuna che finivate in fretta e come si deve. Dovete sapere che questo lavoro l’ho cominciato la prima volta con voi, prima non l’avevo mai fatto. E dovete saperlo, con voi mi è piaciuto, questo forse non è amor di patria, forse è anche peccato, ma non ho paura, perché non c’è niente lassù che mi punisca, perché se esisteva com’è possibile che nel bisogno non mi ha aiutata? Solo per punire esiste questo lassù? Quindi non esiste. Spero che anche voi siete rimasto soddisfatto della nostra collaborazione, siete un uomo sentimentale, l’ho sentito dire, ce l’avete nel sangue tutti voi Italiani. Vi auguro salute e prosperità, parimenti auguro la vittoria alla vostra patria, ma anche alla mia. E per farvi capire come sono sinceri i miei sentimenti finisco gridando Viva la Grecia, Viva l’Italia.
Rispettosamente
la vostra Mèskaris Assimina
(per mano della mia figliola)”





2. Pavlos Màtesis
Madre di cane
trad. di Alberto Gabrieli
pp. 204, € 13,50
1998, 2009
ISBN 88-8306-001-6
Nuova edizione

Notizie sull’autore:
Pavlos Màtesis è nato nel Peloponneso, in Grecia. Ha studiato teatro e musica, e ha esordito in campo letterario nel 1967. È autore di numerose opere teatrali, tra cui: La cerimonia, Biochimica, Degradazione, Il fantasma del signor Ramon Navarro, La serata calcistica di Sua Altezza, Diritto piccolo borghese, O lupo, o lupo, Esilio, Il grido, Il cultore delle piante, oltre a numerosi atti unici. Ha vinto il Premio Nazionale di Teatro nel 1966, e il Premio Karol Kun nel 1989. Sue opere sono state rappresentate in vari festival internazionali, in Grecia e all’estero. In prosa a scritto: Racconto (1977), Afrodite (1987), Il materiale della selva (1992), Madre di cane (1990), Sempre in gamba! (1994, in questa stessa collana, Aristea 24), L’Antico dei Giorni (1998, in questa stessa collana, Aristea 10), Il nocchiero tenebroso (2002, in questa stessa collana, Aristea 50), Mirtos (2004, in questa stessa collana, Aristea 66), Aldebaran (2007, in uscita in autunno presso Crocetti).


 

3. Alzi Zei
La fidanzata di Achille



“Come iniziare a scrivere, come terminare? Una narrazione meravigliosa, erotica, grandiosa”. Pensi a quei romanzi cavallereschi con grandi amori, avventure, quando gli amanti si perdono di vista e si cercano percorrendo il mondo intero. Così anche Elena giunge agli estremi confini della terra per ricongiungersi con il suo mitico fidanzato. Solo che gli eroi di oggi non devono lottare contro draghi e fortezze turrite, ma contro i perigliosi varchi della Storia che determina la sorte, scandisce anche i comportamenti erotici, plasma o offusca il bagliore degli uomini. Sulla duplice trama, dunque, dell’avventura personale e collettiva è tessuto questo romanzo. Persone comuni, protagonisti involontari o ignare comparse del dramma: Resistenza, guerra civile, persecuzioni. Grandi sogni e disinganni, il naufragare di molte illusioni. La Grecia, il mondo. Sul discrimine della sua vita e della nostra storia recente, durante la dittatura dei Colonnelli (1967-1974), la fidanzata di Achille, richiamando i propri ricordi, tassello dopo tassello, compone il mosaico di un trentennio. Fragile ma fiera, di fronte a un futuro incerto e tuttavia ben stabilito, parla senza amarezza, senza pentimenti, con calore, talvolta con umorismo, con la delicata preoccupazione, si direbbe, di non denudare il passato, la sua vita e la vita in genere. È la voce umana di Alki Zei.





3. Alki Zei
La fidanzata di Achille
trad. di Lucia Marcheselli Loukas
pp. 244, € 13,40
1998
ISBN 88-8306-002-4

Notizie sull’autore:
Alki Zei è nata ad Atene nel 1925. Ha esordito nel 1944 con alcuni racconti su un periodico studentesco. Dal 1954 al 1964 è vissuta nell’Unione sovietica, dove ha frequentato l’Istituto di Cinematografia di Mosca. Dal 1967 al 1974, durante la dittatura dei Colonnelli in Grecia, è vissuta in esilio a Parigi. È traduttrice dal russo e dall’italiano. Ha scritto racconti e romanzi per l’infanzia e l’adolescenza. In Italia sono stati pubblicati: La tigre in vetrina (Atene, Kedros 1963), trad. M. Aboaf Lorenzi, Einaudi, I ed. 1978; a cura di Carlo Minoia, II ed. 1989; Storia di Petros (Atene, Kedros 1971), trad. F. Cavattoni, Mondadori (coll. Super Junior, 21) 1989; Scarponcini e décolleté (Atene, Kedros 1975), trad. Luigina Giammatteo, in Rose di Grecia. Racconti di scrittrici greche, Roma, ed. e/o 1997.


 

4. Margarita Liberaki
Tre estati



Tre sorelle, Maria, Infanta e Caterina, vivono nell’arco di tre estati il passaggio dall’adolescenza alla maturità. La vicenda è un lungo racconto di amori, di trepidanti attese, di amarezze e di illusioni che riverberano sugli indugi della vita. Protagonisti assoluti delle loro storie la solarità del paesaggio greco, la terra rossastra, i negozi di Atene, i disegni in cielo degli uccelli: i suoni di una tenera e bellissima estate della vita. Tre estati fu pubblicato nel 1946 e ottenne subito uno straordinario successo di critica e di pubblico. Stampato poi a Parigi, fu molto amato ed elogiato da Albert Camus, che nel romanzo ritrovava la naturalezza e l’afflizione di una saggezza riemersa dal tempo – come una memoria struggente, ricolma di cose e volti; un grande affresco esistenziale che solo una prosa sonora e nitidissima, di sicuro sapore classico, sa rendere concreta e vera: “Di questi tempi il sole è scomparso dai libri. Perciò essi ostacolano i nostri tentativi di vivere. Ma nel tuo Paese se ne conserva ancora il segreto, e tu sei uno dei pochi autori che lo tramandano”. Margarita Liberaki ha scritto uno dei libri più suggestivi della letteratura greca del Novecento: dedicato alla giovinezza e al destino su cui si infrange il sorriso amaro degli uomini.




4. Margarita Liberaki
Tre estati
trad. di Massimo Cazzulo
pp. 268, € 13,40
1998
ISBN 88-8306-003-2

Notizie sull’autore:
Margarita Liberaki è nata ad Atene, dove ha studiato Giurisprudenza. Ha vissuto in Francia, e scrive in greco e francese. Questa sua divisione e lo sdoppiamento tra due Paesi e due lingue ha fatto nascere in lei la necessità di ricercare le sue radici – le radici greche, ma in un mondo contemporaneo – per ritrovare un’unità. In greco e francese ha scritto numerose opere teatrali, sceneggiature e romanzi, tra cui: Tre estati (1946), L’altro Alessandro (1950), La moglie di Kandavli (1954), Sparagmòs (1967), Il Santo Principe (1964), Il mistero (1967), Gli alberi (II ed. 1993).


 

5. Robert Liddell
Kavafis. Una biografia critica



Si tratta della biografia di un poeta-culto, uno dei maggiori della letteratura europea del Novecento. Attraverso un’accurata indagine filologica, espressa tuttavia in uno stile semplice e accattivante, lo studioso inglese restituisce alla sua più schietta dimensione umana una delle figure più misteriose della letteratura moderna. Quest’uomo umbratile, che visse sempre appartato, attorniato da pochi amici fedeli, ha dato uno dei contributi più alti alla poesia contemporanea, una lezione impartita sottovoce ma che ha influenzato alcuni dei più grandi poeti del secolo scorso, da Eliot a Brodskij.
Nato e vissuto quasi sempre ad Alessandria d’Egitto, Kavafis non pubblicò mai le sue poesie, che stampava su fogli volanti e donava ai suoi amici. Saranno proprio questi ultimi a curarne l’edizione postuma e a diffonderne la fama nel mondo.




Cose nascoste

Dalle cose che feci o dissi
non cerchino d’indovinare chi fui.
C’era un impedimento a trasformare
il mio modo di vivere e di agire.
C’era un impedimento che m’interrompeva
molte volte che stavo per parlare.
Dalle mie azioni meno appariscenti
e dai miei scritti piú velati –
da questo solo mi conosceranno.
Anche se forse non varrà la pena
che faccian tanti sforzi per capirmi.
Piú avanti – in una società perfetta –
apparirà di certo qualcun altro
che mi somigli e come me sia libero.

Costantino Kavafis





5. Robert Liddell
Kavafis. Una biografia critica
trad. di Marina Lavagnini
pp. 248, € 13,40
1998
ISBN 88-8306-004-0

Notizie sull’autore:
Robert Liddell (1908-1981) è stato uno dei più autorevoli conoscitori della Grecia, e della sua cultura classica e moderna. È nato a Turnbridge Wells, a sud di Londra, e ha passato gran parte della vita dividendosi tra Oxford, l'Egitto e la Grecia. Ad Oxford ha fatto parte dello staff della Bodleian Library. In Egitto è stato Lettore presso le università di Alessandria e del Cairo, per poi andare a dirigere il dipartimento di Inglese all'Università di Atene. È morto in Grecia, dove sono ancora le sue spoglie (come accadde per Bruce Chatwin). Liddell ha pubblicato, tra l'altro, una famosa trilogia di scritti sulla Grecia composta da Aegean Greece, The Morea e Mainland Greece.


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